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Fortuna, precipitata dal balcone: le accuse dell'ex sindaco

Pippo Papaccioli è stato per due mandati primo cittadino di Caivano, il Comune teatro della terribile vicenda occorsa alla bambina: "Questa città è vuota, di politica, di aggregatori sociali. C'è bisogno di rifondare l'intero tessuto sociale"

Fortuna Loffredo

La vicenda della piccola Fortuna Loffredo è “il frutto di un disagio sociale cui non sono estranei il vuoto della politica e dei valori che Caivano sta vivendo ormai da anni”: Pippo Papaccioli, ex sindaco (per due mandati) del Comune a Nord di Napoli teatro della terribile morte della bambina, traccia un quadro dell'ambiente in cui è avvenuta la vicenda, su cui si stagliano inquietanti ombre di omertà e pedofilia.

“Ci troviamo – dice Papaccioli – dinanzi a un disagio territoriale in un paese commissariato da oltre un anno: siamo in una condizione di vuoto e di assenza di valori e di testimonianze. Qui di esempi non ce ne sono”. Vuoto, una parola che Papaccioli ripete non solo a proposito della politica, ma anche “di altri luoghi aggregativi come le comunità parrocchiali e la scuola”. “E quando mancano i punti di riferimento – sottolinea l'ex sindaco – la conseguenza è che quel che accade finisce per essere lo specchio dei tempi”.

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“I fatti di questi giorni sono solo la punta di un iceberg – racconta ancora Papaccioli – A Caivano c'è la necessità di ricostruire un'intera classe dirigente, non solo quella politica, ma anche professionisti e società civile. Per questo motivo nei giorni scorsi sono stato tentato di affiggere un manifesto provocatorio 'AAA cercasi società'”. “Avevamo una vocazione agricola di qualità che si è persa e non abbiamo mai abbracciato una vocazione industriale né di qualità né di quantità – conclude – C'è bisogno di rifondare un intero tessuto sociale”.

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